HAIKU di Francesco Gonella

 Con grande soddisfazione e felicità annunciamo l'uscita di HAIKU di Francesco Gonella,  edito dalla casa editrice Cleup in collaborazione con la Libreria Minerva !  Trovate il volume presso le principali librerie e naturalmente on line

Lo Haiku tra le composizioni poetiche peculiari della cultura giapponese è quella che coglie forse più da vicino lo spirito di una cultura che affianca gli aspetti meditativi e il rigore asciutto della pratica del buddhismo zen all’esperienza del quotidiano, intesa come capacità di cogliere l’essenza altrimenti “indicibile” dell’essere parte di una realtà naturale, capace di illuminare lo spirito attraverso rivelazioni allo stesso tempo semplici e profonde. L’Haiku tipicamente enuncia, nelle prime due delle sue tre righe, un aspetto legato al nostro vivere, o al succedersi naturale delle cose, con un riferimento più o meno esplicito ad una stagione – e quindi più implicitamente al trascorrere del tempo. Questa enunciazione viene trasformata e sovvertita nella terza riga. Senza ricorrere ad alcuno dei lirismi o delle metafore che siamo abituati a legare alla poesia, la terza riga disvela la profondità della realtà enunciata cogliendola da una prospettiva nuova e inaspettata, o relazionandovi un altrettanto inaspettato nuovo elemento. Si realizza così un meccanismo di improvvisa consapevolezza (Satori) capace di evocare una sorta di comprensione inaspettata di qualcosa che di solito resta celato nella realtà attorno a noi, ma che l’Haiku riesce a volte ad evocare e mostrare nella sua silenziosa essenza. Dal punto di vista linguistico, l’Haiku è intimamente connesso con le peculiarità della lingua giapponese, ma a livello internazionale è diffusa anche la pratica di composizione Haiku in inglese, tanto che in Giappone stesso si pubblicano a raccolte e si svolgono concorsi di Haiku in inglese. In questo senso, l’inglese appare essere la lingua elettiva per comunicare al di fuori dell’esoterismo del carattere kanji, grazie al fatto che il messaggio semantico può essere veicolato dall’enorme ricchezza del lessico a scapito di una complessità sintattica limitata. Il libretto è impreziosito infine dalla bella prefazione di Massimo Raveri, uno dei massimi esperti internazionali di cultura giapponese, un breve scritto che completa adeguatamente una pubblicazione insolita e preziosa.

I ROMANZI DI SIBYL...

Qui di seguito trovate alcune notizie e un piccolo contributo video relativi ai due lavori di Sibyl von der Schulenburg, editi dalla Casa editrice Il prato e la nave di Teseo. I due romanzi saranno presentati dall'Autrice Venerdì 5 novembre 2021 in Libreria. 




 
Nel 1716 il mondo occidentale è minacciato dall’impero ottomano. I potenti d’Europa si muovono per arginare l’ondata islamica che minaccia di conquistare i pascoli cristiani. Il conte Johann Matthias von der Schulenburg, un condottiero tedesco, è chiamato a difendere l’isola veneziana di Corfù, l’estremo avamposto d’Europa, per dare a Eugenio di Savoia il tempo di portare le sue truppe a est. L’amore di due donne, l’orgoglio e l’onore, sono le basi sulle quali il feldmaresciallo von der Schulenburg costruisce la difesa con soli tremila uomini contro quarantamila nemici. In palio ci sono Venezia, l’Europa, la cristianità, e la gloria postuma. Per Cristo e Venezia! è l’urlo di guerra dei soldati del feldmaresciallo nonché il titolo della versione italiana di un romanzo pubblicato per decenni all’estero, in numerose edizioni.  (da  https://ilprato.com/libro/per-cristo-e-venezia-edizione-economica)





La baronessa Melusine von der Schulenburg è giovane, indipendente e ribelle: refrattaria a ogni obbligo, pretende di avere gli stessi diritti dei maschi, vuole studiare, rifiuta sia di prendere marito che di farsi monaca, e sostiene di riuscire a parlare con i morti. Accetta di fare da dama di compagnia alla corte di Hannover solo per incontrare Leibniz, che lì studia. Ma a corte non è facile inserirsi: tutti iniziano a chiamarla, con astio, la Pertica, perché alta e slanciata com’è non è certo una bellezza, e le regole imposte dall’etichetta le tolgono la libertà che andava cercando. Ma è soprattutto l’amore, che aveva a lungo evitato, a sconvolgere i suoi piani. Quando lo incontra, tra lei e re Giorgio nasce un amore improvviso e prepotente, destinato a cambiare la vita di entrambi. E così Melusine, intelligente ed emancipata, arriva ai vertici di quel potere così ostinatamente negato alle donne, costringendo il mondo a fare i conti con questa amante scandalosa, la favorita del re, capace di reggere le sorti del regno. (da http://www.lanavediteseo.eu/item/melusine-la-favorita-del-re/)


POLIMORFISMI

POLIMORFISMI di Marisa Molfese

dal 29 ottobre 2021

Libreria Minerva

L’artista è donna. L’idea che la sfera del femminile, intesa nei suoi valori metaforici, rappresenti una componente sostanziale alla natura stessa dell’opera d’arte, è implicata da tempo nel lavoro di alcuni esponenti della creatività contemporanea.

Con la sua attività scultorea, Marisa Molfese, in arte Giamo, traduce in termini peculiari questa stessa intuizione. A testimoniarlo sono innanzitutto i suoi scritti, nei quali il fenomeno della gestazione viene correlato al processo che conduce l’artista a plasmare una forma. Inoltre, molti dei suoi lavori più significativi, anche quando eccedono i confini della raffigurazione naturalistica, suscitano nell’osservatore immagini di grembi e nidi, oppure rielaborano in modo dichiarato il tema, affiorante nella scultura di ogni tempo, della Maternità.

Il corpo umano è certo il seme dal quale scaturisce il repertorio iconografico che Molfese ha sviluppato, che del corpo restituisce sovente una visione trasfigurata. Allo stesso tempo, rappresenta un varco per disseppellire qualcosa di più profondo e remoto, in cui l’artista riconosce  la sillaba prima della nostra vita: ovvero una sorta di magma primordiale nel quale si combinano, confondendosi l’uno nell’altra, il vuoto, l’energia, la materia.

BRUSTOLON: UN INCISORE "IN FESTA"


LA SAGRA NOTTURNA DI SANTA MARTA
IL DOGE IN POZZETTO IN PIAZZA SAN MARCO
Originario del bellunese, Giambattista Brustolon nacque a Venezia nel 1712. Secondo Moschini (ed. 1924) «Giambattista Brustolon e Crescenzio Ricci si educarono alla scuola del Wagner, dove strinsero tale amicizia, cui non poté disciogliere che la morte.Nel 1763, presso l'editore Ludovico Furlanetto, uscì il primo tomo di dodici vedute veneziane derivate da dipinti del Canaletto per il tramite della traduzione incisoria fatta dal Visentini, che fu ripresa dal Brustolon in formato leggermente ingrandito. Detta serie, intitolata Prospectuum Aedium, Viarumque insigniorum Urbis Venetiarum[...]dedicata al doge Marco Foscarini, fu completata con l'aggiunta di altre tavole derivate dal Marieschi, dal Moretti ed ancora dal Canaletto, fino a raggiungere il numero di ventidue, oltre al frontespizio disegnato dal Visentini. Il 6 agosto 1766 Furlanetto otteneva il privilegio ventennale per la più spettacolare serie di incisioni del Brustolon, illustrante le solenni cerimonie della Serenissima.

È da notare che Furlanetto aveva inizialmente affidato all'artista il compito di incidere solo otto tavole raffiguranti le funzioni che si svolgevano a Venezia alla presenza del doge. Il successo della sottoscrizione per quelle prime otto stampe, iniziata nel mese di marzo del 1766, fu tale da indurre Furlanetto a richiedere nel successivo mese di maggio il privilegio privativo per altri quattro rami.
PARTENZA DEL DOGE SUL BUCINTORO
 Venne portata così a dodici stampe la serie, comunemente chiamata Feste Ducali, derivata da grandi disegni acquerellati del Canaletto elaborati con sapiente articolazione chiaroscurale e con abilissima impostazione scenografica. L'edizione definitiva del Prospectum conterra 22 tavole complessive.Pignatti (1968) notò che Brustolon «seppe rendere spesso la trasparenza dei cieli del Canaletto, e la luminosa brillantezza delle architetture. Fece uso notevole del bulino e di ripetute morsure, spesso avvicinandosi ad effetti di acquatinta, tipici d'altronde delle tecniche più evolute nella incisione veneta sulla fine del secolo. (Testo tratto da  DA CARLEVARIS AL TIEPOLO. INCISORI VENETI DEL SETTECENTO di D. Succi, 1983)


L'ASSISTENTE DI DIREZIONE di Pietro Casetta


RIPRENDONO FINALMENTE ANCHE LE PRESENTAZIONI DI LIBRI IN PRESENZA!  


Cari amici, giovedì ospiteremo la presentazione dell'ultimo lavoro di Pietro Casetta, un amico della Libreria Minerva, un grande esperto di cose padovane e, incidentalmente, un ottimo romanziere 😀. Le disposizioni anti covid ci impongono, ovviamente,  un numero limitato di partecipanti: se volete assistere alla presentazione vi preghiamo di prenotarvi (tel. 049.8789599).

LA PICCOLA VISIONE. Centoquattordici paesaggi minimi


LA PICCOLA VISIONE. Centoquattordici paesaggi minimi della raccolta Cecchinato

18 settembre/2 ottobre 2021- Libreria Minerva

Lo spazio portatile - Appunti su di una collezione insolita

È nel destino dei dipinti di piccola dimensione l’essere sempre visti da vicino. La prossimità dello sguardo si accompagna sia all’atto della loro creazione, che a quello della loro lettura; essa rappresenta perciò un argomento pertinente alle cento e più opere che costituiscono la Raccolta Cecchinato, costituendo anche un primo spunto per la nostra riflessione. Il peculiare formato dei lavori, ovvero l’aspetto che più di ogni altro funge da comune denominatore in una collezione assai eterogenea, invita a un a tu per tu con la pittura; crea cioè i presupposti per una relazione nella quale il campo visivo di chi crea, oppure osserva l’opera, si restringe sino ad escludere quello che circonda l’oggetto della sua attenzione. Riallacciandoci a un’espressione usata da Bruno Gorlato in un testo di questo catalogo, possiamo affermare che lo spazio descritto dal piccolo quadro diviene facilmente uno «spazio mentale».

IL SEGNO DELLA LUCE: TONY MICHELON


Interno con paesaggi e luci.

Le fotografie di Tony Michelon alla Libreria Minerva.

La conoscenza della fotografia è tanto importante quanto quella dell’alfabeto. Gli analfabeti del futuro saranno quelli che ignoreranno l’uso della macchina fotografica e della penna. (L. Moholy-Nagy)

Con la sua opera fotografica, Tony Michelon dà luogo a delle scritture di luce. Non diversamente da alcuni esponenti delle Avanguardie storiche, quali Man Ray o Lázló Moholy-Nagy, l’autore si propone di pervenire a esiti espressivi di carattere nuovo attraverso una ponderazione sulla “sostanza” del mezzo fotografico, le sue peculiarità, la sua fenomenologia. A tale riflessione è riconducibile il risalto conferito alla componente luminosa, non solo espressa nei suoi valori atmosferici o nella facoltà di rilevare le forme, ma anche impiegata per creare tracce grafiche contraddistinte da un marcato dinamismo. 

FARE STORIA

 

Divulgazione, didattica, studio e uso pubblico del passatoConversazione con Carlo Greppi, Veronica Quarti, Massimo Rinaldi

I NUMERI MONOGRAFICI DI "INTERNAZIONALE"

 


"Internazionale" presenta il nuovo numero monografico della rivista, dedicato al centenario della fondazione del Pci e presentato con una raccolta di interessanti articoli della stampa estera dal 1921 al 1991. Una chiacchierata su giornalismo, storia e divulgazione.

GEOGRAFIA: CHE PASSIONE!



Da oltre un anno c'è una ragione in più per fare due passi in via del Santo a Padova: a poche centinaia di metri dalla Libreria Minerva ha aperto i battenti il MUSEO DI GEOGRAFIA dell'Università.
Mauro Varotto e Giovanni Donadelli ce lo raccontano in questa breve chiacchierata.
Il 9 aprile si celebrerà la Notte della Geografia: http://www.musei.unipd.it/.../museo-geografia-notte...

DUDA: CORRIDOI D'ARTE


 Conversazione con il prof. Alberto Danieli, preside del Liceo Duca d'Aosta e animatore del progetto DUda (Duca D'arte): una straordinaria collezione di porte dipinte da artisti contemporanei. Uno modo inedito e originale per portare l'arte tra i ragazzi e per aprire la scuola alla città

GLI OCCHIALI APPANNATI di Giulio Malinverni

 

GLI OCCHIALI APPANNATI: personale di Giulio Malinverni.

La Libreria Minerva, a Padova, è lieta di annunciare la mostra di Giulio Malinverni, “Gli occhiali appannati”, dal 7 maggio prossimo. L’esposizione, in collaborazione con la Galleria Marignana Arte di Venezia, presenta una serie di dipinti inediti realizzati dall’artista per il progetto curato da Roberto Nardi.

Il titolo “Gli occhiali appannati” è metafora di una doppia condizione umana in una drammatica epoca segnata dal Covid: una, di carattere pratico, determinata, specie nel periodo invernale,  dall’uso della mascherina; l’altra, interiore, riguarda la situazione di incertezza e di paura, di perdita dei parametri abituali del vivere comune a causa delle restrizioni nelle dinamiche dei rapporti interpersonali. In quest’epoca pandemica non finita, dove ciò che è possibile oggi domani può cambiare, appare difficile riuscire a trovare dei punti fermi sui quali costruire una nuova visione del domani.

L’opera di Malinverni, artista piemontese da anni a Venezia, prima per il diploma in restauro e poi per i corsi di pittura all’Accademia di Belle Arti all’Atelier F con Carlo Di Raco, non nasce certo dall’esperienza della pandemia ma dalla pandemia sembra aver tratto linfa per definire una duplice condizione, quasi un ossimoro: la rappresentazione di un “Paradiso infernale”.

LA FILOSOFIA NON E' UNA BARBA: incontro con Matteo Saudino


Conversazione "in libreria" fra l'autore di Barbasophia e i ragazzi della Rete degli Studenti Medi di Padova. Si parla di filosofi e di filosofia, di scuola buona e scuola cattiva, di divulgazione alta e bassa...

TRA PAROLA E IMMAGINE: l' "opera pittorica" di Montale, Comisso, Buzzati

 

Conversazione con il critico d'arte Nicola Galvan sul rapporto tra parola e immagine in letteratura e presentazione di alcuni acquerelli ed olii di Eugenio Montale, Giovanni Comisso e Dino Buzzati

IL NUOVO BOLLETTINO DEI MUSEI CIVICI DI TREVISO


L'anno nuovo si apre, in ambito editoriale, con una buona notizia. Riprende la pubblicazione del Bollettino dei Musei Civici di Treviso, un importante strumento di diffusione culturale nato alla fine del XIX secolo. Il primo numero della nuova serie è disponiblie anche on line in versione pdf all'indirizzo https://www.museicivicitreviso.it/public/Comune_di_TV_Bollettino_Musei_Civici_2020.pdf

Ci piace segnalarvi,  tra i molti articoli interessanti, un testo a firma del nostro amico Francesco Petronelli su  "L’edizione Zatta della Divina Commedia (1757) illustrata dal trevigiano Gaetano Zompini Francesco Paolo Petronelli" , che linkiamo  qui

MASSIMO FAMULARO: "La finanza in soldoni"

 

Conversazione in Libreria con Michele Boldrin e Massimo Famularo: chiacchieriamo un po' dell'ultimo libro di Massimo Famularo ("La finanza in soldoni") e del canale YouTube Liberi Oltre...



PIETRO FOLENA: "Servirsi del popolo".

Presentazione di "SERVIRSI DEL POPOLO.
ORIGINI, SVILUPPO, CATTERI DEL NUOVO POPULISMO ITALIANO"
di Pietro Folena -La Nave di Teseo

 

Una Storia nella storia. Il Pci di Padova, 1921-1991

Nell'anno del centenario dalla fondazione del Partito Comunista Italiano, segnaliamo  -tra le molte pubblicazioni in uscita-  un volume illustato dedicato al Pci di Padova.  

Una Storia nella storia. Il pci di Padova, 1921-1991a cura di Cristiano Amedei e Alessandro Naccarato

Il Prato Edizioni

Disponibile anche libreriaminerva.it  

 La mostra e il catalogo "Una storia nella storia. Il Pci di Padova (1921-1991)" ricostruiscono le principali  vicende del Partito comunista di Padova attraverso una significativa raccolta iconografica e intendono contribuire all’approfondimento e alla divulgazione della storia del Pci padovano.

Il racconto per immagini si svolge secondo una scansione cronologica divisa in quattro sezioni: dalla fondazione del Partito comunista al crollo del regime fascista (1921-1943), il Pci di Padova nella Resistenza (1943-1945), dal dopo-guerra alle mobilitazioni operaie e giovanili (1945-1970), dal compromesso storico alla fine del Pci (1971-1991).

Ogni periodo si apre con una breve introduzione storica per descrivere contesto, protagonisti e principali vicende del Partito di Padova e del Pci nazionale.

"DOVE C'E' SEMPRE IL SOLE". Personale di Susanna Panfili

Dove c’è sempre il sole

 Personale di 

SUSANNA PANFILI

 Inaugurazione: 2 ottobre 2020, ore 18.00

 

Inaugura il 2 ottobre alle 18.00, con ingresso libero, nelle sale adibite alle esposizioni temporanee della libreria Minerva a Padova (in via del Santo 79) la personale “Dove c’è sempre il sole” di Susanna Panfili.

In esposizione una ventina di opere di medie e grandi dimensioni organizzate per ampi temi che spaziano dai viaggi alla fantasia, fino a toccare l’intimo del femminile. Un percorso caratterizzato dalla luce.

 Susanna Panfili è espressione di una potente solarità dell’anima che si evidenzia sia nei nudi disinvolti e disinibiti delle silhouette femminili - in una bellezza che l’autrice coglie a piene mani attraverso un rapporto intimo e profondo con il proprio corpo - che nel grande tema del paesaggio, essendo Panfili viaggiatrice tanto appassionata quanto contemplativa. 

Il mondo ritratto da Panfili è sospeso nell’attimo della perfezione. La pittrice sa immergersi nell’ora esatta in cui il sole salentino colora d’oro l’orizzonte, così come nelle pieghe seducenti di una Parigi inedita che profuma di tabacco e storie d’amore. E ancora, nel colore saturo di certi speziati tramonti africani o nei meriggi del South West.