OCCHIO AL CALENDARIO!

Le iniziative della Libreria nelle prossime settimane:





GIOVEDI’ 14 NOVEMBRE ORE 18.00 – Libreria Minerva inaugurazione di “FIORI DI CROCCO”, mostra personale di ARCANGELO

GIOVEDI’ 14/ LUNEDI’ 18 NOVEMBRE - Fiera di Padova
SIAMO PRESENTI AD ARTE FIERA PADOVA 2019 CON IL NS STAND (opere di Biasi, Vanzelli, Gioli, Burri, Olivotto, Herreyns, Tancredi, Santomaso e Sambin): Padiglione 8, stand 10
E CON UNA MOSTRA PERSONALE DEDICATA A GIAMPAOLO CAPOVILLA E GINO BOSA: “TANTO VALE DIPINGERE” : Padiglione 7, stand 22 corsia A 
  

GIOVEDI’ 21 NOVEMBRE ORE 18 – Libreria Minerva
All’interno di “800 Padova Festival”, presentiamo con Claudia Baldin:
"IL GRAND TOUR OTTOCENTESCO TRA PADOVA E I COLLI EUGANEI"

VENERDI’ 20 DICEMBRE ORE 18 – Libreria Minerva
Inaugurazione di: “SHODŌ: LA VIA DELLA CALLIGRAFIA”,
mostra di calligrafia orientale. Opere di Carlo Buffa e Francesco Gonella (Scuola Bokushin - M° Norio Nagayama).
Nell'occasione: gran brindisi di Natale con tutti gli amici della Libreria: non mancate!
…e dopo le festività natalizie


le iniziative della Libreria riprenderanno ad inizio 2020:
GIOVEDI’ 16 GENNAIO ORE 17.30 – Libreria Minerva
Presentazione del volume “SI PUO’ STAMPARE” di Silvia Lombroso. Edizioni IL PRATO.
Intervengono: Antonia Arslan (scrittrice) e Gadi Luzzatto Voghera (storico e Direttore del Centro di Documentazione Ebraica). Presenta: Stefania Roncolato (Cdec)

FIORI DI CROCO

FIORI DI CROCO
 A cura di Roberto Nardi 
14 novembre - 8 dicembre 2019, Libreria Minerva Padova 
  "Il fiore di croco, pianta spontanea che cresce nei prati, lungo le strade, è la fonte di
ispirazione del nuovo ciclo di opere di Arcangelo.
L’artista campano, protagonista della scena artistica italiana ed internazionale dalla seconda metà degli anni ’80, da  sempre procede per cicli, a partire da “Terra mia” ai Sanniti, all’incontro con l’Africa dei Dogon o dei Masai, i Tappeti  Persiani o le ispirazioni dall’Oriente. Sono momenti di un lungo viaggio, tappe compiute o a volte solo immaginate, che ha il suo radicamento nella terra del sud, nelle radici  dell’artista, tra Benevento ed Avellino.
I lavori che si ispirano al croco, a questo fiore tanto caro ai  poeti, da Omero a Pascoli, a Montale, dialogano ora con uno spazio carico di libri, la Libreria Antiquaria Minerva, a due passi dalla Basilica del Santo e dall’Orto Botanico, luogo per  eccellenza dedicato alla vita vegetale. Un incontro che appare naturale, segno di una condivisione di interessi, di un desiderio di nutrimento comune, a sigillare ancora una volta lo stretto legame che unisce arte e letteratura. Per Arcangelo i fiori di croco, quelli che i romani usavano deporre sulle
tombe dei defunti come simbolo di speranza per accompagnare il loro viaggio verso la vita ultraterrena, sono il ricordo dei bordi della via Appia, della strada che collega dal tempo dei romani le due città delle sue origini. Sono i testimoni, i custodi, della complessa poetica di un’artista che non smette mai di incrociare, arricchire, nutrire, la sua eredità culturale, quella legata alla terra d’origine, con quella di altri popoli e altri luoghi. Un radicamento alle origini che “ha saputo evolversi e trasformarsi - ha scritto in passato Ivan Quaroni - in qualcosa di più potente e universale, generando una pittura a vocazione ‘globale’, popolata di suggestioni provenienti dall’Africa e dal Vicino Oriente, dal Mediterraneo, dalla lontana Cina e da molto altro ancora".
Arcangelo è un pittore italiano nato ad Avellino nel 1956.
Formatosi all'Accademia di belle arti di Roma, esordisce in Germania alla Galleria Tanit di Monaco di Baviera e a Basilea alla galleria Buchmann e con Perspective, esposizione in occasione di Art Basel, Basilea. Seguono la Galerie Janine Mautsch, Köln , Galerie Pierre Huber, Genève, Museum der Stadt, Esslingen, Galerie Maeght-Lelong, Paris, Edward Totah Gallery, Londra. Partecipa alle Quadriennali di Roma A Milano inaugura presso gli spazi della Galleria Guenzani e al P:A:C. di Milano, continuano le esposizioni in grandi spazi mussali e privati, Museo d'Arte Moderna, Toulouse, Kaj Forsblom Gallery, Helsinki, Centro d'Arte Contemporanea La Ferme du Buisson, Marne-La- Vallée, Galleria Municipale d'Arte Contemporanea, St. Priest, Kodama Gallery, Osaka, Galleria Otto, Bologna, Galerie Alice Pauli, Lausanne, Galleria Di Meo, Parigi 1996; Galleria Gentili, Firenze , Caffè Florian, Venezia, Fondazione Volume!, Roma, Lorenzelli Arte, Milano, Marco rossi artecontemporanea, Milano, Verona, Torino, Galleria Tanit, Beirut. Nel 2015 riceve il premio Bugatti-Segantini alla carriera artistica.
La ricerca di Arcangelo "artista radicale" è fondata sul senso di appartenenza, e sulla condivisione di una eredità culturale, quella sannita, che egli ha saputo estendere e trasformare, fino a comprendere i retaggi di altri luoghi e altri popoli, partendo negli anni ’80 con opere in cui il gesto scarnificato e i materiali poveri come terre, carboni e pigmenti puri, trasformano il paesaggio in una stupefacente visione della natura astratta ma corporea. La terra per l'artista costituisce un imprescindibile punto di riferimento per spingersi altrove, e fare esperienza delle suggestioni e gli archetipi dei luoghi.
Dagli anni novanta, la rappresentazione del territorio e la valorizzazione delle sue caratteristiche acquista una dimensione anche installativa ed estremamente sognante sul colore.
Oltre che come pittore, è incisore e scultore.." (R. Nardi)

Carlo Schiavon: "È come se incontraste voi stessi, in una strada affollata".

 Venerdì 11 ottobre, ore 18.30 
Libreria Minerva
Presentazione del catalogo "È come se incontraste voi stessi, in una strada affollata" monografia   dedicata all’artista padovano Carlo Schiavon. 

L'opera, curata da Nicola Galvan, si propone di ricomporre e analizzare per la prima volta l’intera vicenda creativa dell’autore: un obiettivo perseguito dai saggi scritti da Alessia Castellani, Nicola Galvan e Mirella Cisotto Nalon, dall’esteso repertorio fotografico delle opere, dagli apparati chechiudono il volume.
Scultore, pittore, ideatore ed esecutore di oggetti scenici per registi quali Giorgio Strehler e Liliana Cavani, Schiavon è protagonista da oltre cinquant’anni di un percorso artistico connotato da una rara originalità, scandito dalla creazione di forme e immagini riconducibili dapprima al territorio della figurazione, poi successivamente a quelli della geometria, dell’astrazione, dell’allusione iconica. Attraverso le sue opere, l’artista si è proposto di coniare una lingua nuova, capace di suscitare nell’osservatore una sensazione di tipo profondo dalla quale potesse scaturire, in maniera spontanea, una catena di senso. Le sue sono opere che riescono perciò ‘raccontare’, pur senza prefiggersi di farlo; che sanno provocare stati emotivi, senza la necessità di descriverli. Due propensioni, l’una di carattere materiale, l’altra di ordine teorico, sembrano avere orientato Schiavon nella sua impresa poetica: da un lato la predilezione per il legno e la sua verità espressiva, dall’altro l’interesse per l’antroposofia e il pensiero di Rudolf Steiner.
Oggetto di un collezionismo colto e raffinato, i suoi lavori sembrano depositari dello stesso riserbo che appartiene al loro artefice; riserbo che l’artista, proprio per la realizzazione di questo volume, ha deciso in parte di sciogliere, regalando un ‘nome’ a opere rimaste per anni, a volte per decenni, prive di una titolazione.

VORREI ABITARE QUI. mostra personale di michele sambin


Lo stupore, il desiderio, sono da sempre compagni di strada di Michele Sambin. Dai primi anni ‘70 ad oggi, essi hanno idealmente affiancato l’artista nelle sue molteplici avventure multimediali, disegnando le coordinate espressive, ideologiche e operative del suo lavoro. Se le sperimentazioni con la macchina da presa sono sembrate non poter prescindere da un approccio stupefatto all’immagine in movimento, quelle che hanno congiunto la musica e le arti performative hanno trovato nel corpo il loro strumento privilegiato: un corpo di cui la drammaturgia elaborata dall’autore ha evidenziato, soprattutto, la propensione a desiderare.
A nostro avviso, stupore e desiderio rappresentano la materia di cui sono fatti anche gli splendidi lavori su carta esposti in questa occasione. In essi, il linguaggio del segno regala immagine a dimensioni fenomeniche e pulsioni psichiche che solo di rado aggallano sulla superficie delle arti visive.
Nelle opere astratto informali il segno produce una serie di scritture pittoriche che, attraverso frequenze ora più serrate, ora più fluide, esprimono una corrispondenza con la pulsazione del suono, con l’energia del corpo umano, con il ‘respiro’ di un’immaginazione disancorata da ogni convenzione rappresentativa. Tali lavori, nonostante la loro prossimità con il campo della pittura, rendono percepibile lo stato di meraviglia che accompagna l’atto del disegnare: un’attività primaria che assume qui un valore performativo, instaurando con la superficie un rapporto non dissimile da quello che il gesto dell’attore intreccia con lo spazio scenico.
Accedendo al codice figurativo, il segno si carica invece di richiami espressionisti, e viene condotto dall’artefice a tracciare il profilo di corpi posseduti dalle forze dell’Eros. A scaturirne sono immagini che manifestano l’eccitazione dei sensi in termini espliciti e, al tempo, visionari. Tuttavia, scegliendo di mettere a fuoco il tema del desiderio, Sambin risale inevitabilmente alle sorgenti del pensiero creativo: poiché ogni forma, immagine o canto non può che erompere dal desiderio di sostituire un’assenza, di reinventare un essere o un ente che si avverte come perduto. Non è allora senza significato che molte delle figure sopra descritte si staglino solitarie al centro della superficie cartacea, interpretando quella stessa condizione che la persona dell’artista rappresenta nella video installazione posta al termine del percorso espositivo, intitolata Solo: un lavoro in cui immagine, corpo, suono e segno si fondono per inseguire l’ennesima utopia sinestetica di una storia creativa tanto multiforme quanto intensa.

C'ERA UNA VOLTA...Simone Settimo


"C'era una volta"
personale di Simone Settimo
dal 26 ottobre al 6 novembre
libreria minerva (via del santo 79 padova)

inaugurazione venerdì 26 ottobre 2018

"C'era una volta" propone una raccolta di foto, disegni e dipinti di Simone Settimo, uno tra più  interessanti autori nel panorama artistico nazionale.
Le opere in mostra - tutte inedite-  sono ispirate al  periodo trascorso dall'Artista a Berlino.
Il suo lavoro si colloca all'interno di un originale e autonomo percorso artistico figurativo, nel quale è possibile scorgere un'influenza sottotraccia dell'opera di Sigmar Polke e David Hockney
Simone Settimo ha realizzato varie esposizioni in Italia e all'estero, partecipando anche ad  alcune Biennali di Venezia.

LA QUARANTANA: L'EDIZIONE DEFINITIVA DEI PROMESSI SPOSI


I Promessi Sposi del 1840, opera anche nota come la Quarantana, costituiscono l'edizione definitiva di una tra i più importanti lavori della nostra Letteratura.
Riproniamo qui uno stralcio di un bel articolo di Daniele Bresciani, pubblicato su Wuz nel 2002 (l'integrale lo trova qui) che ricostruisce minuziosamente il lungo e tortuoso "percorso" attraverso il quale questa edizione arrivò a conclusione.


Oltre vent’anni per portare a termine un’opera. Per l’esattezza, 21 anni e 7 mesi: tanto tempo trascorre tra l’avvio della prima stesura e la pubblicazione dell’ultimo fascicolo dell’edizione definitiva di quello che con ogni probabilità è il romanzo più celebre della letteratura italiana, I promessi sposi di Alessandro Manzoni. L’inizio del lavoro è individuabile con precisione assoluta, visto che l’autore pone una data in testa al foglio della minuta dove comincia Il curato di …, il primo capitolo del Fermo e Lucia (questo il titolo provvisorio dell’opera). La data è quella del 24 aprile 1821 e lo scrittore milanese ha 36 anni (...)
La stesura del manoscritto del Fermo e Lucia si conclude nel settembre del 1823, ma contestualmente comincia la revisione dell’opera, che viene presentata alla censura con il titolo Gli sposi promessi e finita di stampare, con il titolo definitivo I promessi sposi, solo nel 1827 e che per questo è comunemente detta “ventisettana”. A dire il vero, lo stampatore Vincenzo Ferrario è in grado di sottoporre al Censore il primo tomo dell’opera già il 30 giugno 1824 e tra luglio e ottobre il volume esce dai torchi milanesi con la data 1825: l’intenzione, o almeno la speranza, è infatti quella di portare a conclusione l’intero romanzo entro quell’anno. La tabella di marcia viene rispettata con il secondo tomo, ma per il terzo sarà necessario attendere di più e anche se la data posta all’inizio del volume è 1826 (l’imprimatur sulla copia della Censura è del 7 luglio), la diffusione dell’editio princeps dei Promessi sposi si ha solo nel giugno del 1827. Tre volumi in-8 (pagine 4 n.n.+ 352, 4 n.n. + 368, 4 n.n.+ 416 +2 n.n.), con una semplice brossura giallo avana incorniciata con il titolo, I promessi sposi, e il numero del tomo. Il Manzoni continua a correggere e a rivedere il proprio lavoro anche quando la stampa è avviata e questo consente oggi di distinguere alcuni esemplari della prima tiratura da quelli successivi: nell’errata, posta al termine dell’ultimo volume, viene infatti riportato che l’errore alla riga 13 a pagina 378 del terzo tomo (questa storia da correggere in di questa storia) è presente soltanto in alcuni esemplari, che sono quindi più appetibili per i bibliofili(...)

BRUNO LORINI: SORPRESE DA UN TRASLOCO.


Padova, 21 giugno/8 luglio 2018.
Libreria Minerva  

"...dopo molti anni ho cambiato studio. I traslochi sono sempre traumatici e affascinanti. Scavando nei quasi vent'anni passati in via Briosco sono emersi lavori che avevo messo in zone della memoriache si frequentano poco. 
Ho trovato fili da collegare e pezzetti di coerenza inaspettati. In questa mostra sono esposte alcune di queste opere, sorprese pure loro di essere state riconosciute." (B. Lorini)

PSICOGEOGRAFIE

Sabato 16 giugno 2018, alle ore 18, presso la Libreria Minerva di Padova verrà presentata la mostra PSICOGEOGRAFIE, a cura del critico d’arte Gaetano Salerno.
La mostra doppia personale degli artisti Rodolfo La Porta e Valerio Vivian, è stata curata da Gaetano Salerno.
Saranno presenti gli artisti e il curatore per presentare sia il catalogo documentativo e riassuntivo dell’evento culturale sia una breve selezione critica di opere presenti in mostra; i lavori resteranno poi esposti presso gli spazi espositivi della libreria fino a mercoledì 20 giugno 2018.
L’evento espositivo ha riletto il lungo e articolato lavoro dei due artisti attraverso una serie di opere
scelte, tratte dalle rispettive ricerche individuali, soffermandosi però sui momenti in cui i due percorsi si sono avvicinati e sovrapposti, dando vita a un segmento artistico sincretico che nel tempo ha unito le due personalità artistiche conducendole a importanti forme di collaborazione.
Come ha sottolineato Gaetano Salerno la mostra ha riproposto “un evento situazionista (vicino al
metodo di lavoro induttivo condotto dai due artisti) documentativo e riassuntivo di una lunga ricerca
che ha visto nel tempo La Porta e Vivian “occupare e contaminare” con la loro presenza e le loro azioni artistiche differenti luoghi allo scopo di instaurare con il pubblico di galleria e non (e, di conseguenza, non sempre consapevolmente preparato allo sviluppo di un rapporto empatico con l’oggetto artistico) scambi biunivoci ed emotivi, tracciando così una psicogeografia delle emozioni e delle reazioni individuali e collettive nei confronti delle suggestioni e delle riflessioni sulle molteplici incongruenze della società contemporanea, sul ruolo dell’arte e dell’artista in relazione alle peculiarità della realtà odierna, sul valore del messaggio artistico e sulla sua valenza espressiva.
Psicogeografie ha infatti ripreso concettualmente il percorso tracciato dagli artisti, proseguendo la
mappatura di luoghi nel tempo segnati da produzioni pittoriche, fotografiche, assemblative, installative, performative, per presentare al pubblico una sintetica e ragionata selezione critica di lavori da loro realizzati nell’arco di trent’anni, sia singolarmente sia sinergicamente, orientando le rispettive ricerche e irispettivi codici indagativi (rimasti comunque ben distinguibili e leggibili) verso un punto comune, unitario e sommativo, codificato da un sovralinguaggio comune [...]”.
Rodolfo La Porta nasce a Venezia nel 1953; vive e lavora a Mira. Laureato in Architettura presso lo IUAV di Venezia ha svolto l’attività d’insegnante. Il suo percorso creativo inizia nell’ambito dell’arredamento e del design, collaborando anche all’allestimento di alcune mostre per la Biennale di Venezia. Il percorso artistico di Rodolfo La Porta è all’insegna di un continuo sviluppo e apertura nei territori della pittura, della fotografia, della scultura, delle installazioni, degli interventi architettonici e mischia arte astratta, sociale, concettuale, minimalista. Dagli anni Ottanta approda alla ricerca artistica pura esponendo in spazi pubblici e privati in Italia e all’estero.
Valerio Vivian nasce a Mira (Ve) nel 1953; vive e lavora a Mira. Laureato in Lettere (indirizzo artistico) presso l’Università di Ca’ Foscari di Venezia è docente di Storia dell’Arte presso gli Istituti di Istruzione Superiore. Da sempre alterna l’attività di artista a quella di studioso attraverso seminari, scritti di critica d’arte nonché didattica e, dalla fine degli anni Settanta, espone regolarmente in personali e collettive. Le sue opere, guidate da un continuo gioco dialettico, con apparente eclettismo, alternano e talora mescolano pittura e fotografia, installazione e disegno, attento soprattutto al vedere e alla visione, pertanto le sue tematiche preferite sono diventate l’occhio, il volto, la figura umana e lo spazio.

PSICOGEOGRAFIE

presentazione catalogo sabato 16 giugno 2018, ore 18
apertura mostra martedì 19 e mercoledì 20 giugno 2018
orari apertura 9.30 - 12.30 e 16 - 19.30

LE OPERE DI M'HORO ALLA MINERVA


Nell'ambito della bella iniziativa denominata “PadovaCiak”: (il concorso cinematografico giunto alla terza edizione, organizzato dall’Associazione culturale “Pluriart”, in collaborazione con “Promovies – Scuola Permanente di Cinematografia”),segnaliamo la presenza delle opere dell'artista M’horò, lo scultore senza identità, volutamente anonimo, che forgia, assembla e crea le sue opere senza mostrarsi in pubblico, viaggiando per il mondo e regalando continue visioni d’arte inedite. 
Per l’occasione, M’horò invia due sue opere ispirate alla pellicola cinematografica, realizzate ad hoc per il “migliore attore” e la “migliore attrice” in gara.
Di M’horò è prevista una prima mostra a Padova, presso la Libreria “Minerva” di Via del Santo 79, dove sabato 9 giugno, alle ore 18; ci si ritroverà per un brindisi inaugurale, e dove sarà possibile ammirare alcune sue spettacolari opere; mentre una corposa antologica dell’artista è prevista in città per il prossimo autunno.

CON LA SPAGNA NEL CUORE: UNA MOSTRA E UN LIBRO


Vi proponiamo due interessanti iniziative   organizzate dal Centro Studi Ettore Luccini e ospitate dalla Libreria Minerva. Venerdì 18 maggio alle ore 18.00 presenteremo il libro "Non avendo mai preso un fucile tra le mani" dedicato alla lotta delle donne antifasciste nella guerra civile spagnola del 1936/39. Lo stesso giorno -negli spazi espositivi della Libreria -aprirà i battenti la mostra "La Spagna nel cuore", che rimarrà aperta sino al 1 giugno.



La leggerezza, la fragilità, il nitore. E ancora la piega, lo strappo, il segno, la pagina; sono molteplici le qualità e le immagini che possono essere associate alla carta e al suo uso nel contesto delle arti visive. Oltre a nominare un dato concreto, oggettivo, ognuna di esse contribuisce a comporre un vasto campo metaforico e concettuale, pertinente al rapporto tra l’individuo e il mondo, rappresentativo di quello tra l’artista e la creazione.
La ‘voce’ della carta risuona frequentemente nelle esperienze artistiche contemporanee, diffondendo alcuni valori poetici distinguibili, connessi dunque alla sua espressività peculiare. Tale fenomeno trova in parte le sue motivazioni nell’ascolto prestato da numerosi autori all’eloquenza silenziosa della materia e dei materiali, ed è al tempo riconducibile all’attrazione esercitata dalle sfere del primario e dell’elementare, verso cui l’arte ha sovente guardato una volta avvertita la necessità di ripensare se stessa. Attraverso il disegno o la manipolazione, la carta è infatti al centro dell’attività ludico creativa dei bambini; rinvia inoltre con immediatezza al paesaggio naturale che è alla sua origine. Ma, soprattutto, è il luogo ove l’artista organizza il campo della visione, la prima materia che il pensiero e le mani sondano, alterano, allo scopo di incontrare l’ipotesi di una forma. Il risultato che scaturisce da questa avventura esplorativa, anche quando compiuto, sembra avere comunque carattere potenziale, essere il presupposto di un esito ulteriore. L’opera cartacea rimanda perciò al processo di formazione dell’opera, nonché alla specifica dimensione di senso che lo riguarda.
Così come per il legno e il marmo, anche nel caso della carta la forma e l’immagine appaiono come possibilità implicite alla materia stessa, che l’artefice è chiamato idealmente a rinvenire. Le opere di En papier conferiscono particolare risalto alla vocazione plastica di questo materiale, concretizzata talvolta da entità formali di ordine scultoreo. Nei lavori presentati si alternano, oltre al segno e al colore, scavi e impercettibili rilievi, vuoti e tangibili volumi. Vi compaiono accenni figurativi, lacerti fotografici e motivi astratti, mentre alcune superfici manifestano tautologicamente l’azione che le ha conformate, la sensazione che l’ha ispirata. In ognuna delle opere, lo spessore, la texture, il colore della carta utilizzata si inscrive nei confini dell’immagine, così come la qualità della luce e la densità dell’aria sono parte di un paesaggio. Collocate negli spazi della Libreria Minerva, dialogano tacitamente con il fiume di carta che scorre tra i volumi riposti negli scaffali. 
(Nicola Galvan)

TEATRO IN LIBRERIA: "LIBRARI MI SNERVA"




Venerdì 19.01.2018 dalle ore 18  presso la Libreria Minerva – Via Del Santo 79 Padova
‘I Compagni d’Asilo’ Filodrammatici de l’Associazione Prisma&Convivio 
presentano la farsa licenziosa

“ LIBRAR MI SNERVA “
L’alterco amoroso, tra l’avaro colto
 pedante bibliofilo Faust
e la generosa incolta dispettosa libertina Margherita,
è assistito da Ancelle e musicato dal Diavolo in persona.


ingresso  libero
ma  posti limitati: la prenotazione è gradita
049.8789599 oppure  libreriaminervapd@gmail.com