LA QUARANTANA: L'EDIZIONE DEFINITIVA DEI PROMESSI SPOSI


I Promessi Sposi del 1840, opera anche nota come la Quarantana, costituiscono l'edizione definitiva di una tra i più importanti lavori della nostra Letteratura.
Riproniamo qui uno stralcio di un bel articolo di Daniele Bresciani, pubblicato su Wuz nel 2002 (l'integrale lo trova qui) che ricostruisce minuziosamente il lungo e tortuoso "percorso" attraverso il quale questa edizione arrivò a conclusione.


Oltre vent’anni per portare a termine un’opera. Per l’esattezza, 21 anni e 7 mesi: tanto tempo trascorre tra l’avvio della prima stesura e la pubblicazione dell’ultimo fascicolo dell’edizione definitiva di quello che con ogni probabilità è il romanzo più celebre della letteratura italiana, I promessi sposi di Alessandro Manzoni. L’inizio del lavoro è individuabile con precisione assoluta, visto che l’autore pone una data in testa al foglio della minuta dove comincia Il curato di …, il primo capitolo del Fermo e Lucia (questo il titolo provvisorio dell’opera). La data è quella del 24 aprile 1821 e lo scrittore milanese ha 36 anni (...)
La stesura del manoscritto del Fermo e Lucia si conclude nel settembre del 1823, ma contestualmente comincia la revisione dell’opera, che viene presentata alla censura con il titolo Gli sposi promessi e finita di stampare, con il titolo definitivo I promessi sposi, solo nel 1827 e che per questo è comunemente detta “ventisettana”. A dire il vero, lo stampatore Vincenzo Ferrario è in grado di sottoporre al Censore il primo tomo dell’opera già il 30 giugno 1824 e tra luglio e ottobre il volume esce dai torchi milanesi con la data 1825: l’intenzione, o almeno la speranza, è infatti quella di portare a conclusione l’intero romanzo entro quell’anno. La tabella di marcia viene rispettata con il secondo tomo, ma per il terzo sarà necessario attendere di più e anche se la data posta all’inizio del volume è 1826 (l’imprimatur sulla copia della Censura è del 7 luglio), la diffusione dell’editio princeps dei Promessi sposi si ha solo nel giugno del 1827. Tre volumi in-8 (pagine 4 n.n.+ 352, 4 n.n. + 368, 4 n.n.+ 416 +2 n.n.), con una semplice brossura giallo avana incorniciata con il titolo, I promessi sposi, e il numero del tomo. Il Manzoni continua a correggere e a rivedere il proprio lavoro anche quando la stampa è avviata e questo consente oggi di distinguere alcuni esemplari della prima tiratura da quelli successivi: nell’errata, posta al termine dell’ultimo volume, viene infatti riportato che l’errore alla riga 13 a pagina 378 del terzo tomo (questa storia da correggere in di questa storia) è presente soltanto in alcuni esemplari, che sono quindi più appetibili per i bibliofili(...)

BRUNO LORINI: SORPRESE DA UN TRASLOCO.


Padova, 21 giugno/8 luglio 2018.
Libreria Minerva  

"...dopo molti anni ho cambiato studio. I traslochi sono sempre traumatici e affascinanti. Scavando nei quasi vent'anni passati in via Briosco sono emersi lavori che avevo messo in zone della memoriache si frequentano poco. 
Ho trovato fili da collegare e pezzetti di coerenza inaspettati. In questa mostra sono esposte alcune di queste opere, sorprese pure loro di essere state riconosciute." (B. Lorini)

PSICOGEOGRAFIE

Sabato 16 giugno 2018, alle ore 18, presso la Libreria Minerva di Padova verrà presentata la mostra PSICOGEOGRAFIE, a cura del critico d’arte Gaetano Salerno.
La mostra doppia personale degli artisti Rodolfo La Porta e Valerio Vivian, è stata curata da Gaetano Salerno.
Saranno presenti gli artisti e il curatore per presentare sia il catalogo documentativo e riassuntivo dell’evento culturale sia una breve selezione critica di opere presenti in mostra; i lavori resteranno poi esposti presso gli spazi espositivi della libreria fino a mercoledì 20 giugno 2018.
L’evento espositivo ha riletto il lungo e articolato lavoro dei due artisti attraverso una serie di opere
scelte, tratte dalle rispettive ricerche individuali, soffermandosi però sui momenti in cui i due percorsi si sono avvicinati e sovrapposti, dando vita a un segmento artistico sincretico che nel tempo ha unito le due personalità artistiche conducendole a importanti forme di collaborazione.
Come ha sottolineato Gaetano Salerno la mostra ha riproposto “un evento situazionista (vicino al
metodo di lavoro induttivo condotto dai due artisti) documentativo e riassuntivo di una lunga ricerca
che ha visto nel tempo La Porta e Vivian “occupare e contaminare” con la loro presenza e le loro azioni artistiche differenti luoghi allo scopo di instaurare con il pubblico di galleria e non (e, di conseguenza, non sempre consapevolmente preparato allo sviluppo di un rapporto empatico con l’oggetto artistico) scambi biunivoci ed emotivi, tracciando così una psicogeografia delle emozioni e delle reazioni individuali e collettive nei confronti delle suggestioni e delle riflessioni sulle molteplici incongruenze della società contemporanea, sul ruolo dell’arte e dell’artista in relazione alle peculiarità della realtà odierna, sul valore del messaggio artistico e sulla sua valenza espressiva.
Psicogeografie ha infatti ripreso concettualmente il percorso tracciato dagli artisti, proseguendo la
mappatura di luoghi nel tempo segnati da produzioni pittoriche, fotografiche, assemblative, installative, performative, per presentare al pubblico una sintetica e ragionata selezione critica di lavori da loro realizzati nell’arco di trent’anni, sia singolarmente sia sinergicamente, orientando le rispettive ricerche e irispettivi codici indagativi (rimasti comunque ben distinguibili e leggibili) verso un punto comune, unitario e sommativo, codificato da un sovralinguaggio comune [...]”.
Rodolfo La Porta nasce a Venezia nel 1953; vive e lavora a Mira. Laureato in Architettura presso lo IUAV di Venezia ha svolto l’attività d’insegnante. Il suo percorso creativo inizia nell’ambito dell’arredamento e del design, collaborando anche all’allestimento di alcune mostre per la Biennale di Venezia. Il percorso artistico di Rodolfo La Porta è all’insegna di un continuo sviluppo e apertura nei territori della pittura, della fotografia, della scultura, delle installazioni, degli interventi architettonici e mischia arte astratta, sociale, concettuale, minimalista. Dagli anni Ottanta approda alla ricerca artistica pura esponendo in spazi pubblici e privati in Italia e all’estero.
Valerio Vivian nasce a Mira (Ve) nel 1953; vive e lavora a Mira. Laureato in Lettere (indirizzo artistico) presso l’Università di Ca’ Foscari di Venezia è docente di Storia dell’Arte presso gli Istituti di Istruzione Superiore. Da sempre alterna l’attività di artista a quella di studioso attraverso seminari, scritti di critica d’arte nonché didattica e, dalla fine degli anni Settanta, espone regolarmente in personali e collettive. Le sue opere, guidate da un continuo gioco dialettico, con apparente eclettismo, alternano e talora mescolano pittura e fotografia, installazione e disegno, attento soprattutto al vedere e alla visione, pertanto le sue tematiche preferite sono diventate l’occhio, il volto, la figura umana e lo spazio.

PSICOGEOGRAFIE

presentazione catalogo sabato 16 giugno 2018, ore 18
apertura mostra martedì 19 e mercoledì 20 giugno 2018
orari apertura 9.30 - 12.30 e 16 - 19.30

LE OPERE DI M'HORO ALLA MINERVA


Nell'ambito della bella iniziativa denominata “PadovaCiak”: (il concorso cinematografico giunto alla terza edizione, organizzato dall’Associazione culturale “Pluriart”, in collaborazione con “Promovies – Scuola Permanente di Cinematografia”),segnaliamo la presenza delle opere dell'artista M’horò, lo scultore senza identità, volutamente anonimo, che forgia, assembla e crea le sue opere senza mostrarsi in pubblico, viaggiando per il mondo e regalando continue visioni d’arte inedite. 
Per l’occasione, M’horò invia due sue opere ispirate alla pellicola cinematografica, realizzate ad hoc per il “migliore attore” e la “migliore attrice” in gara.
Di M’horò è prevista una prima mostra a Padova, presso la Libreria “Minerva” di Via del Santo 79, dove sabato 9 giugno, alle ore 18; ci si ritroverà per un brindisi inaugurale, e dove sarà possibile ammirare alcune sue spettacolari opere; mentre una corposa antologica dell’artista è prevista in città per il prossimo autunno.

CON LA SPAGNA NEL CUORE: UNA MOSTRA E UN LIBRO


Vi proponiamo due interessanti iniziative   organizzate dal Centro Studi Ettore Luccini e ospitate dalla Libreria Minerva. Venerdì 18 maggio alle ore 18.00 presenteremo il libro "Non avendo mai preso un fucile tra le mani" dedicato alla lotta delle donne antifasciste nella guerra civile spagnola del 1936/39. Lo stesso giorno -negli spazi espositivi della Libreria -aprirà i battenti la mostra "La Spagna nel cuore", che rimarrà aperta sino al 1 giugno.



La leggerezza, la fragilità, il nitore. E ancora la piega, lo strappo, il segno, la pagina; sono molteplici le qualità e le immagini che possono essere associate alla carta e al suo uso nel contesto delle arti visive. Oltre a nominare un dato concreto, oggettivo, ognuna di esse contribuisce a comporre un vasto campo metaforico e concettuale, pertinente al rapporto tra l’individuo e il mondo, rappresentativo di quello tra l’artista e la creazione.
La ‘voce’ della carta risuona frequentemente nelle esperienze artistiche contemporanee, diffondendo alcuni valori poetici distinguibili, connessi dunque alla sua espressività peculiare. Tale fenomeno trova in parte le sue motivazioni nell’ascolto prestato da numerosi autori all’eloquenza silenziosa della materia e dei materiali, ed è al tempo riconducibile all’attrazione esercitata dalle sfere del primario e dell’elementare, verso cui l’arte ha sovente guardato una volta avvertita la necessità di ripensare se stessa. Attraverso il disegno o la manipolazione, la carta è infatti al centro dell’attività ludico creativa dei bambini; rinvia inoltre con immediatezza al paesaggio naturale che è alla sua origine. Ma, soprattutto, è il luogo ove l’artista organizza il campo della visione, la prima materia che il pensiero e le mani sondano, alterano, allo scopo di incontrare l’ipotesi di una forma. Il risultato che scaturisce da questa avventura esplorativa, anche quando compiuto, sembra avere comunque carattere potenziale, essere il presupposto di un esito ulteriore. L’opera cartacea rimanda perciò al processo di formazione dell’opera, nonché alla specifica dimensione di senso che lo riguarda.
Così come per il legno e il marmo, anche nel caso della carta la forma e l’immagine appaiono come possibilità implicite alla materia stessa, che l’artefice è chiamato idealmente a rinvenire. Le opere di En papier conferiscono particolare risalto alla vocazione plastica di questo materiale, concretizzata talvolta da entità formali di ordine scultoreo. Nei lavori presentati si alternano, oltre al segno e al colore, scavi e impercettibili rilievi, vuoti e tangibili volumi. Vi compaiono accenni figurativi, lacerti fotografici e motivi astratti, mentre alcune superfici manifestano tautologicamente l’azione che le ha conformate, la sensazione che l’ha ispirata. In ognuna delle opere, lo spessore, la texture, il colore della carta utilizzata si inscrive nei confini dell’immagine, così come la qualità della luce e la densità dell’aria sono parte di un paesaggio. Collocate negli spazi della Libreria Minerva, dialogano tacitamente con il fiume di carta che scorre tra i volumi riposti negli scaffali. 
(Nicola Galvan)

TEATRO IN LIBRERIA: "LIBRARI MI SNERVA"




Venerdì 19.01.2018 dalle ore 18  presso la Libreria Minerva – Via Del Santo 79 Padova
‘I Compagni d’Asilo’ Filodrammatici de l’Associazione Prisma&Convivio 
presentano la farsa licenziosa

“ LIBRAR MI SNERVA “
L’alterco amoroso, tra l’avaro colto
 pedante bibliofilo Faust
e la generosa incolta dispettosa libertina Margherita,
è assistito da Ancelle e musicato dal Diavolo in persona.


ingresso  libero
ma  posti limitati: la prenotazione è gradita
049.8789599 oppure  libreriaminervapd@gmail.com

LE INIZIATIVE DI DICEMBRE IN LIBRERIA...

 Cari amici, vi segnaliamo con piacere questi due appuntamenti dicembrini presso la Libreria Minerva:

-Dal 12 al 23 dicembre 2017: BRAVUME. Una personale di Gino Bosa.
L'inaugurazione si terrà martedì 12 dicembre ore 18.30, alla presenza dell'Autore e degli ormai consueti fiumi di prosecco.

 -Giovedì 21 dicembre 2017 ore 18.30, il BEL TEATRO presenta: "Questioni di etichetta. Vino, musica, immagini, parole".
Un racconto di Bruno Lovadina su Tono Zancanaro e il vino prodotto nella vecchia vigna delle 100 piante, tra Monsieur La Bombe e Madame (ovvero il Presidente Charles De Gaulle e la moglie Ivonne), passando per George Simenon, Ives Montand...e altro ancora. Un piccolo viaggio, un gioco senza frontiere accompagnato dalla degustazione del vino Capo di Stato.
Per ragioni organizzative e di spazio è necessario prenotarsi (max 25 posti): libreriaminervapd@gmail.com oppure tel. 049 8789599.
Lo spettacolo è gratuito, la degustazione costa 10 euro.
In collaborazione con l'Enoteca Severino 1901 (via del Santo 44 Padova).

"L'OVALE DI CARTA".

IL RUGBY RACCONTATO TRA INCISIONI, AFFICHES E DISEGNI
Tra le iniziative collaterali nate in occasione dell'evento sportivo Italia-Sudafrica di rugby previsto per sabato 25 novembre, la Libreria Minerva ospita una interessante esposizione di incisioni, affiches, disegni, manifesti e memorabilia ovali: una carrellata di opere da metà dell'800 ad oggi che raccontano per schegge il rugby dai tempi pioneristici sino all'era della Pro. In mostra sono presenti opere di Ottorino Manciolli, importanti illustratori francesci come Lemel, Henri Prost e Andrè Galland, ma anche xilografie e litografie ottocentesche, sino ai poster della Nazionale prima e dopo l'entrata nel 6 Nazioni.



Cliccando sul link  potrete visionare un breve video delle opere in  mostra

GRAMSCI E GLI ARDITI DEL POPOLO

 Cari amici, siaamo lieti di proporvi la registrazione integrale della conferenza su GLI ARDITI DEL POPOLO tenuta venerdì 17 novembre 2017 presso la libreria, con gli interventi di Cristiano Amedei (Libreria Minerva), Mirko Romanato (Direttore Centro Studi Ettore Luccini),  Carlo Monaco (redazione della rivista Terra e Storia),  Dario Verdicchio (Autore di un saggio Gli Arditi del popolo a Padova nel 1921 contenuto in Terra e Storia n. 10/2017).




Vi ricordiamo che la rivista Terra e Storia. Rivista di Storia e Cultura   è disponibile presso la Libreria Minerva.

VIDEO INTEGRALE CONFERENZA 
(si comincia a partire dal minuto 1,15)

PITTURA DA LEGGERE E POESIA DA GUARDARE: LA POESIA VISIVA




Presentiamo un catalogo di volumi, riviste ed opuscoli dedicati alla Poesia Visiva, una tra le più originali e controverse esperienze estetico letterarie degli anni ’60 e ’70 del secolo scorso.
Nata dall’esigenza di superare ed abbattere le tradizionali barriere linguistiche e i vincoli sintattici convenzionali, ricca di ispirazioni e di riferimenti culturali importanti -dalle avanguardie primonovecentesche, l’opera di Apollinaire, Mallarmè e naturalmente l’immancabile nostro Futurismo, sino agli studi sul linguaggio di Derrida, Foucault, .Barhes e Chomsky- il movimento della Poesia Visiva fu in grado di imprimere una spinta originalissima verso la contaminazione tra verbale e pittorico.
I volumi che proponiamo (in vendita non separatamente ma all’interno dell’intero lotto), crediamo ne costituiscano un piccolo ma significativo spaccato.


 Qui di seguito la descrizione in dettaglio del catalogo (consultabile anche in versione  ISSU)




1. “DADA 1986-1916+UNA VARIANTE MARINETTI”
AA. VV.
Milano, 1987+
Ken Damy Photogallery
2. DE TAFELRONDE
AA. VV.
S.l,1969,1976,1979,1980
S.e. XII- 3-4, XIV- 1, XIX-1-2, XX- 1-2-3-4, XXI- 1-2, XXIII- 1-3

3. FACTOTUM ART
A.a. V.v.
Calaone-Baone,Verona, 1977,1978,1979
Edizioni Factotum-art
Voll. N° 1-2-3-4-5-6-7

MARIA PANZUTO: "Sottile la luna risplende"

Esposizione di collages 
e olii su carta. 
Dal 3 al 16 novembre, presso lo spazio espositivo della Libreria Minerva.

 Archeologia privata era il titolo che  accompagnava, circa tre anni or  sono, la prima mostra personale di Maria Panzuto. I lavori su carta  esposti in quell’occasione  presentavano, tra le loro caratteristiche, un intreccio singolare con alcuni significativi fatti culturali del Novecento. Sul piano  concettuale, essi sembravano ispirati da quella poetica del frammento che rappresenta una delle esperienze più importanti della letteratura italiana del secolo scorso; su quello esecutivo, rileggevano in termini originali le tecniche del collage e del découpage, che, manifestatesi sulla scena dell’arte al tempo delle prime Avanguardie, avrebbero poi avuto in Henri Matisse il loro interprete più sensibile e raffinato.
Nonostante le novità espressive introdotte recentemente dall’artista nel proprio ricercare, in cui ora trovano risalto i valori spaziali e  ‘atmosferici’ del colore, le sue opere non hanno cessato di aderire idealmente a quella originaria titolazione, continuando a costituire - almeno secondo il nostro punto di vista - altrettante archeologie private. Se ciò è avvenuto, è in parte perché nelle suggestioni
dell’archeologia, e nel territorio privato del corpo, tali opere trovano anche oggi i loro principali
riferimenti iconografici. Ma anche perché Maria Panzuto appare sempre più propensa a legare la sfera extrapersonale dell’inconscio collettivo, alla cui scoperta e riemersione contribuisce in modo decisivo l’archeologia, a quella della propria identità, allo scopo di investigare e ricomporre la propria storia
personale.Assieme alla pittura, il disegno e il ritaglio cartaceo sono gli strumenti chiamati a dare immagine a queste
intenzioni poetiche, con le quali  presentano inoltre alcune corrispondenze di ordine metaforico.
Attraverso il disegno, affiorano sulle superfici dell’artista diverse allusioni iconiche alla cultura magnogreca, a cui si associano  rappresentazioni trasfigurate del corpo umano e intrecci grafici di sapore informale. Ma il disegno può anche solcare e quindi erodere  una campitura pittorica già esistente, oppure venire coperto da stesure che ne attenuano o ne impediscono la percettibilità: un procedimento che
sembra voler richiamare l’affondare progressivo di ogni cosa, di ogni segno, negli strati del tempo e della Storia. Alcune delle composizioni così ottenute vengono in seguito sottoposte a un intervento che ne infrange l’unità. Con un’attenta opera di ‘dissezione’, Panzuto le scompone in numerosi brani dal profilo irregolare, ognuno contenente un’immagine a cui la frammentarietà regala un’illimitata ampiezza evocativa. Questi reperti iconici, recuperati dall’artista nel corpo della propria stessa opera, costituiscono il materiale di base per un sofisticato gioco combinatorio, in cui lacerti di immagini figurative si accostano o sovrappongono ad altre di tipo astratto o di origine gestuale. Scaturiscono da questo processo degli affascinanti collage, destinati ad essere ospitati da un semplice foglio di carta o da  un’intera parete: una soluzione che Maria Panzuto sperimenta per la prima volta in questa sua mostra personale alla Libreria Minerva.




Nicola Galvan

SABA POETA, LIBRAIO E MICRO EDITORE

 L'opera poetica e narrativa di Umberto Saba è nota a tutti.  Meno conosciuta -eppure curiosissima- è invece la sua attività di editore e sopratutto di libraio antiquario.
Così si descrive Saba: "Senza intendermi affatto, e nella città più refrattaria a questo genere di affari, sono riuscito a mettere su un'azienda. Proprio dal nulla. Sono più fiero di questo che del Canzoniere, il Canzoniere fu un dono della natura, la Libreria è nata dal mio sforzo (...) devo riconoscere che nel mio negozio, e fra mille cure e tormenti, sono pure nate le mie poesie più belle".

Un interessante articolo apparso sull'ultimo numero della rivista La Biblioteca di Via Senato ne ricostruisce le alterne vicende: si tratta di uno scritto di Massimo Gatta (che riportiamo qui di seguito, su concessione dell'editore), ricco di informazioni, foto e soprattutto di una documentatissima bibliografia.

La Libreria Antica e Moderna di Saba -ancora oggi attiva- aprì i battenti il 1 ottobre 1919 a Trieste in via San Nicolò. In realtà Saba rilevò per una pipa di tabacco i locali e il contenuto di una precedente libreria (di tal Giuseppe Maylaender): dopo breve trattativa pare che il Poeta riuscì ad aggiudicarsi libreria e relativo deposito di quasi 30.000 volumi per quattromila lire! Inizialmente fece società con l'amico Giorgio Fano ("in mezzo a tanti libri, e con l'idea delle scoperte che potrebbe fare, Saba di dimentica dell'affare che potrebbero fare rivendendo, si propone a Fano come conduttore dell'esercizio e Fano acconsente. Eccoli dunque soci. Ma Saba ha interesse solo per i libri e Fano solo dai quattrini che si possono ricavare da essi").

Successivamente entrò nella società -con interessante apporto di capitale destinato all'approvigionamento del magazzino- Alberto Stock, appartenente alla nota famiglia proprietaria della celebre distilleria Stock. Le leggi razziali del '38 costrinsero Saba a cedere temporaneamente la libreria, per riprenderne la guida nel dopoguerra.

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"O FIUME O MORTE!": UNA COLLEZIONE DI VOLUMI SU FIUME, LA LIBURNIA E IL CARNARO

Presentiamo qui di seguito un lotto di 84 volumi proveniente da biblioteca privata estinta: affascinante raccolta realizzata tra gli anni ’50 e ’70 da un collezionista esule istriano e interamente dedicata a Fiume, la Liburnia e la regione del Carnaro. Gran parte dei volumi appartengono al periodo che intercorre tra gli anni ‘20 e l’immediato dopoguerrra. 
La raccolta comprende alcuni volumi di carattere generale relativi alla storia, la cultura, le tradizioni e l’evoluzione socioeconomica del territorio (segnaliamo tra tutti il non comune Memorie per la Storia della Liburnica Città di Fiume G. Kobler, 1898, per altro unico testo del XIX sec. appartenente alla collezione). Il corpo centrale della raccolta è invece costituito da testi inerenti la cosiddetta Questione Fiumana: dalla Marcia dei Ronchi dei Legionari guidata da Gabriele D’Annunzio nel settembre del 1919 (ad es: Moscati, Le Cinque Giornate di Fiume, 1931;  Belli, La Notte dei Ronchi, 1920; oppure Kochmizy, La Quinta Stagione, sempre 1920), sino alla Reggenza del Carnaro e al suo rapido epilogo (tra gli altri: Torsiello, Gli ultimi giorni di Fiume, 1921; Botti, Natale di Sangue, 1921). Relativo a questo periodo si segnala anche un esemplare de La Costituzione di Fiume Commento illustrativo di Alceste De Ambris, settembre 1920: testo in cui De Ambris, sindacalista rivoluzionario e autore insieme a D’annunzio della Carta, illustra le caratteristiche di una tra le forse più controverse, probabilmente più originali e sicuramente meno note carte costituzionali del XX secolo. La cosiddetta Carta del Carnaro, istituiva tra l’altro- il diritto alle libertà di stampa, di pensiero, di associazione, di religione, alla parità tra i sessi e al diritto di divorzio, rivelando elementi moderni e financo anticipatori delle moderne Costituzioni. Alcuni volumi sono dedicati alla successiva esperienza del Libero Stato di Fiume (1921-24), in seguito alla decisione del Governo Italiano di sgomberare D’Annunzio e i suoi e alla stipula dei Trattati di Rapallo (ad es. Ferrero, Da Fiume a Roma, 1945), sino al ritorno di Fiume all’Italia coi Trattatti di Roma del ’24, per terminare con l’occupazione tedesca nel ’43 e l’annessione di Fiume alla Jugoslavia nel dopoguerra; a questo proposito segnaliamo un esemplare del Memoriale-Protesta di Fiume ai ministri degli Affari Esteri, redatto da Riccardo Zanella nel 1946 a ridosso dell’occupazione di Fiume da parte delle truppe di Tito. Quella che presentiamo costituisce dunque una raccolta molto eterogenea e piuttosto corposa, di certo storiograficamente parziale e non esaustiva ma di estremo interesse documentario. Viene qui proposta nel suo complesso, con la convinzione che mantenerne l’unitarietà costituisca un elemento di ulteriore curiosità per gli studiosi e gli appassionati di cose fiumane; per la stessa ragione i volumi vengono presentati nell’esatto ordine con cui sono stati originariamente raccolti, nel tentativo di conservare quanto più possibile l’integrità di una collezione realizzata da un testimone diretto di molte delle vicende descritte all’interno della collezione in oggetto. L’indice degli autori posto in coda all’elenco dei volumi rende comunque agevole la consultazione di questo piccolo catalogo. 

(Ringraziamo Maddalena Tramontan, autrice della  catalogazione e della collazione di questa raccolta)

IL CATALOGO E' CONSULTABILE:
 -IN FORMATO PDF (scaricabile)
-IN FORMATO ISSU 

LA COLLEZIONE E' ACQUISTABILE
- SUL SITO INTERNET DELLA LIBRERIA


SANDRA MARCONATO: OPERE



Venerdì 16 giugno presso la Libreria Minerva si aprirà una personale di Sandra Marconato
Si tratta di una esposizione 40 pezzi unici  (alcuni dei quali inediti) divisi tra tessiture di grande formato, lavori su carta e disegni: un’antologia esemplificativa della ricca e originale produzione dell’Artista padovana. La mostra comprende, inoltre, l’esposizione del video “Nel cielo” -sua ultima opera- realizzato dalla Marconato nel 2013: un’affascinante opera di arte visiva consistente nella ripresa del cielo e delle sue modificazioni a camera fissa per migliaia di attimi.
Sandra Marconato nata a Padova nel 1927 e scomparsa nel 2016 , è attiva sin dagli anni ’50. Ha partecipato, ed è stata premiata, alla Biennale di Venezia del 1950 e del 1968, alla XII Triennale di Milano e alla VII Biennale Internazionale de la Tapisserie di Losanna; in oltre mezzo secolo di attività artistica ha realizzato numerose mostre in Italia e all’estero, ottenendo vari riconoscimenti e grande risconto di critica (di lei hanno scritto Flavio Caroli, Enrico Crispolti, Manfredo Massironi).  Nel 1993 è stata realizzata una sua importante mostra a Padova curata da L. Bazzanella Dal Piaz e catalogo realizzato da Ennio Chiggio.
Autrice di una tra le più eclettiche produzioni artistiche del dopoguerra, intellettuale raffinatala, ricercatrice instancabile e creativa, la Marconato ha intrecciato per oltre 50 anni rapporti con le più note Gallerie italiane di arte contemporanea. Ha esordito con lo studio e la produzione di tappetti (fondamentale la sua collaborazione veneziana con Anna Akerdhal Balsamo Stella), coltivando  successivamente -negli anni Settanta- l’interesse  per la tessitura artistica e spostando la sua ricerca -tra gli anni ’80 e ’90- sulla cellulosa e i materiali più tipici dell’arte povera (legno, garza, plexigrass etc.).
La mostra sarà aperta per un mese, dal 16 giugno sino al 16 luglio.
L’inaugurazione, aperta al pubblico, si terrà alle ore 18.00.